La delusione di un mancato apprezzamento.

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C'era una volta il fotografo del mio paese: sponsorizzava il suo lavoro nella vetrina del suo negozietto, apponeva degli adesivi sulle foto dei clienti, cosi chi vedeva la foto e la trovava bella sapeva a chi rivolgersi per averne una altrettanto gradevole.
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Poi è stata la volta di piccoli giornali su cui inserire la propria pubblicità e dei cartelloni pubblicitari in cui sponsorizzare il proprio lavoro.

Oggi i negozi di fotografi sono più che rari, l'unica vetrina è internet e gli adesivi sulle foto si sono trasformati in watermark; i giornali sono i nuovi magazine online e al posto dei cartelloni usiamo le inserzioni online per farci trovare da più clienti possibili.

Per una come me, di 23 anni suonati che da anni si fa il sedere per emergere a livello locale (ancora, quindi senza puntare a vette irraggiungibili) c'è un insieme di fattori che ha bloccato tutto: la condivisione, la citazione, il ringraziamento.

    

Che si tratti della cliente che ti chiede il book ma poi si "dimentica" di scrivere il tuo nome (o perlomeno di taggarti), dell'agenzia della modella con cui hai lavorato che a) non ti da un feedback b) condivide le tue foto senza nemmeno citarti c) applica i filtri di Instagram o di quell'azienda per cui hai scattato e che alla consegna del lavoro ben prima dei termini previsti non solo non ti da un feedback ma sparisce proprio, vorrei tanto dire loro che quel che ho fatto ad oggi mi rattrista, perché non replicare, commentare o dire cosa se ne pensa di una collaborazione appena conclusa con del buon materiale è indice di qualcosa che è andato storto. E per quanto all'inizio tu possa amare ognuna di quelle 900 foto che hai scattato e anche le 100, le 50 o solo le 10 selezionate per la pubblicazione, a breve arriverai a non tenerne nel portfolio neanche una perché ad esse sarà legata l'amarezza, o anche delusione, di non aver mai capito se chi avevi difronte abbia apprezzato o meno quello che hai fatto.

La delusione di vedere il proprio tempo, le proprie notti, le proprie unghie e occhi per un lavoro che verrà sgualcito, per un lavoro per cui la persona da cui ti aspettavi maggiore considerazione non ti dice neanche "Bel lavoro, spero di poter collaborare di nuovo con te". Anche se è una menzogna.

La foto più grande è mia: non solo non sono stata pagata ma anche raggirata e mai accreditata.
Ho scoperto tutto per puro caso.
E cosi ho visto campagne pubblicitarie mai pubblicate, mie foto pubblicate con i crediti di altri e non il mio, col mio cognome scritto male, con i colori alterati.
Le delusioni sono maggiori perché in confronto a prima manca il RISPETTO del lavoro proprio ed altrui: alcuni si mancano di rispetto da soli svendendosi, altri chiedendoci la luna a 1 euro.
E di questo fardello di brutte esperienze è bene farsene carico e quando non ci si sente in forze o si ha un dubbio mano nel sacchetto e a caso si prende una delusione e la si trasforma, come un pezzo di carta in un origami, e si fa il meglio che si può affinché i soldi ricevuti in cambio di un lavoro non siano un grazie ma siano compagni di un ringraziamento sincero.

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